martedì 11 aprile 2017

La Pop Art al di qua e al di là di ogni confine: due mostre da non perdere a Locarno e a Milano

Nello spirito del blog losguardoltreilconfine al di qua e al di là di ogni confine e per gli amanti della Pop Art, due mostre da non perdere.

Robert Indiana alla Pinacoteca Casa Rusca di Locarno, (Svizzera) fino al 13 agosto e Keith Haring al Palazzo Reale di Milano fino al 18 giugno.


A Casa Rusca di Locarno e per la prima volta in Svizzera, curata da Rudy Chiappini direttore del museo, una grande mostra personale con una sessantina di opere, dedicata al creatore dell’arcinota opera LOVE: Robert Indiana. 
Da cartolina natalizia per il MOMA di NY, Love è diventata scultura tridimensionale e icona dell’arte contemporanea, che come ha ben detto in conferenza stampa il critico e curatore del catalogo Walter Guadagnini, ha fagocitato il suo creatore. Tutti conoscono l’opera, pochi sanno chi ne è l’autore.

Robert Indiana
Le opere di Indiana (vero nome Robert Clark nato nello Stato dell’Indiana nel 1928) sono coloratissime, per lo più venate di ironia e assai rappresentative della frenetica vita delle metropoli americane. Con la figura umana quasi del tutto assente, danno spazio all’ossessione dell’artista per numeri e lettere. Indiana dà voce all’America più vera a partire dalle sue icone, come nella serie delle opere con l’immagine della mitica Marilyn, e le sue illusioni prima fra tutte "il grande sogno americano", contro cui si infrange la speranza dei più, come nell’opera Rebecca dal nome di una delle navi che trasportava schiavi dall’Africa.


Bello l’allestimento con le opere più grandi esposte nel cortile, letteralmente bagnate dai caldi raggi solari. Grandi foto a tutta parete in bianco e nero ritraggono momenti pubblici e privati, restituendoci al tempo stesso le atmosfere pop dell’America degli anni ‘60 alla Jacqueline Kennedy.
Nel video che va in loop in una stanza del pianterreno, Indiana ci accoglie nella sua bella casa in un’isola del Maine. Ci mostra le sue opere e racconta aneddoti della sua lunga vita. Parla dell’importanza che ha avuto nella sua vita anche artistica, la maestra delle elementari, che già allora aveva notato il suo grande talento, tanto da spronarlo a diventare famoso e così è stato “per non deluderla”. O ancora lui che non ama essere definito artista della Pop Art, ma piuttosto “Pittore di insegne”. E che altro sono le colorate e luminose insegne delle nostre città, se non inconfondibili segni dei paesaggi metropolitani?

Un consiglio goloso: per andare a mangiare dopo la mostra Ristorante Cittadella, a pochi minuti dalla Pinacoteca. E di fronte alla Pinacoteca, per caffè e pasticcini Pasticceria Marnin.

Keith Haring
Domenica a Milano con mio figlio di 12 anni, andiamo a vedere la mostra di Keith Haring. Prenotiamo? No tanto è iniziata a febbraio… 45 minuti di attesa. 
Aspettiamo pazientemente in fila. Ne vale la pena. La mostra è strepitosa, Haring un gigante che trae ispirazione da Bosch, Michelangelo, Mondrian, i fumetti, Walt Disney, Andy Warol, le civiltà precolombiane, i miti classici, i bestiari medioevali e tanto altro ancora, facendone propri i simboli, le iconografie con uno stile tutto suo. Di Haring sono arcinoti gli omini, che di primo acchito potrebbero far pensare a semplici figurine da spensierato cartoon, in realtà valutando il corpus della sua opera, si leggono rimandi altamente colti a tutta la storia dell’arte prima di lui, ma senza voler essere criptico anzi il suo intento fin dagli esordi come writer abusivo nella metropolitana, è proprio quello di arrivare al maggior numero di persone possibili. La stessa creazione dell’opera d’arte diventa performance in questo senso, ed infatti in mostra ci sono diversi video-performance dei suoi momenti creativi.


Tra i dipinti colpiscono per la loro potenza bestie medioevali, giudizi universali, ironia e religione tutto nella cifra di Haring, che ti arriva con il suo messaggio senza filtri, sempre coloratissimo, ma spesso anche molto inquietante con l’ombra dell’AIDS sempre addosso. Nei poco più di trent’anni in cui è vissuto (1958-1990), è riuscito a darci un complesso di opere che a volte hanno dell’incredibile. Molte con miriade di dettagli, come solo in certi affreschi medioevali, e in tutte solo guardandole da una certa distanza emergono figure, immagini, scene di lotta, di amore.
I suoi omini si affastellano in certe opere, gli uni sugli altri, ognuno con una propria personalità, un proprio gesto unico, uomo fra gli uomini, tutti uguali eppure tutti diversi. L’umanità vista attraverso le sue lenti: ancora in pancia nasce, vive, soffre o addirittura nell’aldilà. La maggior parte delle opere sono senza titolo, perché l’autore lascia a chi guarda il compito di decriptare, decifrare il suo messaggio, Haring la sua parte l’ha già fatta, ora tocca a te spettatore.

Un consiglio goloso: dopo la mostra un salto al Mercato Coperto, Piazza Duomo, guardando il Duomo sotto i portici sulla sinistra, tre piani di ristoranti, pasticcerie e persino La Feltrinelli all’interno.

di Cristina Radi

guarda la galleria fotografica di Robert Indiana

guarda il ritratto di Gianluca Costantini a Robert Indiana

guarda la galleria fotografica di Keith Haring

Info:
Robert Indiana

Pinacoteca Comunale Casa Rusca
Piazza S. Antonio 1
CH-6600 Locarno
Orari: Mar-Dom 10.00 - 12.00 / 14.00 - 17.00
http://museocasarusca.ch/
Tel: +41 (0)91 756 31 85
E-mail: servizi.culturali@locarno.ch

Keith Haring
http://www.mostraharing.it/

Palazzo Reale
http://www.palazzorealemilano.it
Piazza Duomo 12

ORARI
lunedì 14.30 – 19.30
mart. / merc. / ven. / dom. 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Aperture straordinarie
APRILE
domenica 16 aprile 9:30-19:30
lunedì 17 aprile 9:30-19:30
lunedì 24 aprile 9:30-19:30
martedì 25 aprile 9:30-19:30

MAGGIO
lunedì 1° maggio 9:30-19:30

GIUGNO
venerdì 2 giugno 9:30-19:30

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